Vallisnera
STORIA
Il paese è adagiato in una vallata alle pendici del monte Ventasso, al di sopra di Collagna, da cui si arriva percorrendo una strada contornata da boschi di castagno. Vallisnera ha origini antichissime poiché fin dal 1107 fu una contea dei nobili Vallisneri, che avevano giurisdizione su Collagna, Nismozza, Acquabona, Ramiseto, Vaglie, Cerreto Alpi e fino a territori in Garfagnana.
Lo statuto che regolava la vita del feudo risale al 1207 ed è considerato il più antico della montagna reggiana. Attualmente l'abitato è diviso in due parti: Vallisnera di sotto (ancora oggi chiamata dagli abitanti con Imavilla), nucleo antico originario, costruito di fronte alla rocca su cui si ergeva il castello e Vallisnera di sopra (anticamente chiamata Summavilla) costruita in periodo più recente.Il feudo di Vallisnera sito in un'area di confine tra Parma e Reggio Emilia, fu sempre oggetto di scontro, inizialmente tra i vescovi delle due città e successivamente anche tra i due comuni. Il Castello, di cui oggi non rimane più traccia a causa di un incendio ed una successiva frana alla metà del 1600, era stato costruito nel 1200 e doveva essere abbastanza grande per contenere tutta la popolazione di Vallisnera in caso di pericolo. Sul costone del monte di fronte alla chiesa di S. Pietro è stata posta una bandiera, laddove i maggiori resti fanno presumere si arroccasse il castello.
Il castello fu proprietà del marchese Ugo di Toscana, di Bernardo del Contado di Parma e di Bonaccorso da Vallisnera, che nel 1237 fece giurare da tutti i paesi compresi nel feudo fedeltà al comune di Reggio, ponendo fine alla diatriba tra le due città. Ancora oggi in occasione del patrono di Vallisnera nei giorni di S. Pietro si tiene in paese la rievocazione storica che celebra lo Statuto del 1207, in cui sfilano in costume medievale gli abitanti del paese.
ARCHITETTURA
Il paese caratterizzato da un impianto urbanistico a corpi edilizi strettamente addossati, tipico dei borghi appenninici, rivela ancora oggi, dopo molti secoli, le sue origini antiche, sia per le antiche case in sasso che per le Maestà in marmo apuano raffiguranti soggetti sacri.All'interno dell'abitato superiore , vi sono costruzioni risalenti al 1700-1800, costruite in sasso, con elementi in pietra arenaria scolpita, con copertura a lastre di arenaria e portali riquadrati o ad arco a tutto sesto.Tra la villa di sopra e quella di sotto presso la chiesa parrocchiale dedicata a San Pietro, oggi totalmente ristrutturata, possiamo vedere un portale recante la datazione 1689.
Presso la villa di sotto, nel nucleo antico dell'abitato, possiamo invece notare una vecchia casa appartenente ai nobili del castello (chiamata ancora oggi Casa dei Conti) e che presenta parzialmente i caratteri architettonici originali, vi sono inoltre alcuni portali sei-settecenteschi ed alcuni bassorilievi raffiguranti cavalieri, risalenti all'anno mille.
AMBIENTE
L'abitato di Vallisnera essendo situato in corrispondenza dei pendii orientali della dorsale di Pratizzano, tra i gruppi montuosi del Ventasso (m. 1727), Casarola (m. 1979) e dell'Alpe di Succiso (m. 2017) , poco distante dalle sorgenti del fiume Secchia, dal monte La Nuda (m. 1895) e del Monte Alto (1904 m.s.l.m.) è un comodo punto di partenza per innumerevoli escursioni. In questa zona vi sono luoghi di grande interesse naturalistico, come il monte Ventasso ed il bellissimo Lago Calamone (m. 1396) di origine glaciale, circondato da un bosco di faggi, abeti e larici, con acque popolate da trote e gamberi d'acqua dolce. Sotto al paese possiamo visitare la cascata della Carvara incastonata in mezzo alla roccia.Vi è inoltre la zona di Pratizzano (m. 1227), un ampio anfiteatro di prati e boschi di abete, con un panorama meraviglioso sulle montagne più belle dell'Appennino. Alcune parti del territorio di Vallisnera sono situate nel Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano, poiché tutta la zona ha un grande interesse faunistico comprendendo specie rare tipiche degli ambienti più integri e selvaggi, come il Lupo, l’Istrice, l'Aquila reale, l'Astore, lo Sparviero, l’Albanella Reale, il Tritone alpestre, la Rana Temporaria e l'Arvicola delle nevi, oltre ad annoverare specie comuni come il Muflone, il Capriolo, il Cinghiale, la Volpe, il Tasso, l’Airone Cenerino, il Picchio verde, Il Picchio rosso maggiore, ecc. I versanti delle montagne intorno al paese sono ammantati da folti boschi di faggio, di abete rosso e di selve di castagno con alberi secolari inframmezzati da metati e muretti a secco. Vi sono inoltre innumerevoli specie di fiori spontanei, specialmente sul monte Ventasso, che custodisce il numero maggiore di specie protette nell'ambito della flora regionale.








